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L’energia eolica
L'energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del vento in energia elettrica.
Tale conversione viene effettuata tramite una centrale eolica.
Prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione è stata anche la prima fonte energetica rinnovabile usata dall'uomo.
Il suo sfruttamento, relativamente semplice e poco costoso, è attuato tramite macchine eoliche divisibili in due gruppi ben distinti in funzione del tipo di modulo base adoperato; tale modulo è definito generatore eolico:
Generatori eolici ad asse verticale
Generatori eolici ad asse orizzontale
Vantaggi dell’eolico
L'eolico è una fonte di energia rinnovabile e disponibile.
Il vento che muove le turbine sarà sempre una risorsa gratuita e, come tale, non soggetta alla fluttuazione dei costi che invece caratterizza, con effetti economici e sociali talvolta drammatici, il mercato dei combustibili fossili.
L’impatto sull'ambiente è estremamente limitato e fondato sui seguenti fattori:
1. occupazione del territorio;
2. variazione al paesaggio;
3. emissioni acustiche;
4. interferenze elettromagnetiche;
5. disturbo all'avifauna stanziale e migratoria;
6. produzione di energia da immettere direttamente sulla rete locale (impatto positivo);
7. disponibilità di potenza direttamente vicino ai centri di carico locali (impatto positivo);
8. emissioni inquinanti evitate dalla sostituzione di una quota parte del parco termoelettrico (impatto
positivo).
Il minieolico
Il minieolico si caratterizza per dimensioni decisamente più contenute (da mezzo metro di diametro in su ed altezza inferiore ai 30 metri).
Gli aerogeneratori di piccola potenza, costruiti con criteri più semplici ed economici, vengono adoperati per l’alimentazione elettrica in località isolate. Le potenze di queste macchine vanno da poche centinaia di Watt ai 100 kW. Le turbine sono sia ad asse orizzontale che verticale, l’uso va dall’alimentazione elettrica di piccole reti ed impianti al caricamento di batterie ed al pompaggio. Si è sviluppata la tendenza all’impiego in ambiente urbano (specialmente turbine ad asse verticale), facilitata dal modesto impatto ambientale e incentivata da una ricerca di design che consenta una integrazione estetica fra gli edifici. Tali impianti di piccola taglia sono destinati soprattutto per aree agricole, artigianali e per i servizi. Si tratta di torri di 30 metri di altezza ben integrabili a paesaggi agricoli e insediamenti artigianali e industriali.
Gli attuali meccanismi normativi di agevolazione, scambio sul posto e contributo in forma di certificati verdi, rendono già oggi gli impianti da 20 KW competitivi con tempi di ritorno del capitale investito fra 4 e 6 anni per condizioni di vento tipiche superiori a 5 m/s, come si riscontrano in molte aree del territorio nazionale. Nell'ambito degli aspetti burocratici ed amministrativi per l'installazione di impianti minieolici nel nostro Paese, la situazione è variegata. Vi sono regioni, come Puglia e Toscana, dove vigono procedure semplificate a cura dei comuni di appartenenza. Nelle altre regioni, dove peraltro la procedura è in continua evoluzione, ci si sta muovendo in questa direzione di semplificazione burocratica.
Il minieolico, inoltre ha la più ampia possibilità di applicazioni, presentando due tecnologie differenti:
pale ad asse orizzontale
pale ad asse verticale.
Le pale ad asse orizzontale sono i discendenti dei mulini a vento classici, seppur di dimensioni decisamente più ridotte.
Le pale ad asse verticale, invece, godono di una particolarità: non hanno bisogno di orientamento in quanto offrono al vento la superficie utile in un arco di 360°. Sono di dimensioni ridotte, molto estetiche, e più adatte a regimi di vento cittadini che, solitamente, sono turbolenti (vento di direzione e portata variabili) e quindi poco adatti al primo tipo di
dispositivi.