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Impianti stand-alone
Gli impianti stand-alone sono utilizzati per elettrificare utenze isolate, distanti dalla rete elettrica, difficili da alimentare perchè situate in zone poco accessibili o caratterizzate da bassi consumi di energia che non rendono conveniente l’allaccio alla rete pubblica. In questi impianti è necessario immagazzinare l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici utilizzando batterie per garantire continuità di energia anche di notte o quando non c’è il sole.
Gli impianti stand alone sono la tipologia di impianti per cui il fotovoltaico è stato concepito e sviluppato, per portare energia nelle zone più impervie dove in altro caso non si sarebbe potuta ottenere. Collegando i moduli fotovoltaici ad un adeguato regolatore e ad un pacco batterie giustamente dimensionato potremo realizzare una stazione mobile d'energia; molto utilizzati per elettrificare ponti radio in montagna questi impianti sono presto divenuti una "ricchezza" per le baite dove non essendoci la possibilità di avere la rete elettrica l'unica soluzione risiedeva in un generatore di corrente, molto rumoroso e di ingente manutenzione, ma con un sistema fotovoltaico Stand Alone questo problema è stato risolto. 
Comunemente i sistemi dotati di un generatore FV costituiti da un unico modulo, che hanno una potenza nominale che va dai 40 W fino ai 100 W, e concepiti per servire una o due utenze, sono denominati Solar Home System.

Se necessario il generatore FV può prevedere più moduli oppure si utilizzano sistemi ibridi in cui si utilizzano diverse forme di energia combinate per soddisfare il fabbisogno energetico.

Gli impianti fotovoltaici stand-alone hanno assunto un ruolo fondamentale nell’elettrificazione autonoma delle zone rurali o in generale in tutte quelle situazioni dove l’energia della rete pubblica non è disponibile o dove l’approvvigionamento risulta problematico.



Principio di funzionamento di un impianto stand-alone. 

Nel dimensionamento di un impianto stand-alone quindi bisogna valutare accuratamente le esigenze energetiche per soddisfare pienamente le richieste dell’utenza. 

I limiti degli impianti autonomi consistono proprio nella necessità di razionalizzare i consumi. 

Questo problema, unitamente agli alti costi di produzione di energia, che in alcuni casi raggiungono i 2 euro a chilowattora, fa sì che tali sistemi autonomi non siano competitivi nei luoghi coperti dalla rete elettrica di distribuzione nazionale. 

Tra le applicazioni degli impianti autonomi quindi si annoverano per il momento solo le piccole utenze per le quali la rete di distribuzione non è facilmente accessibile.

Tuttavia in questi campi hanno raggiunto un livello tale di affidabilità che sempre più spesso i sistemi isolati assumono funzioni di grande importanza nell’approvvigionamento energetico in particolare nell’astronautica e nella navigazione.

Essi sono adoperati ad esempio per la fornitura di energia elettrica per le stazioni spaziali in orbita o per i trasmettitori di posizione e per i radiofari marini.

Da un’indagine di mercato del 2001 si è potuto constatare che i sistemi solari con accumulatore hanno raggiunto circa 70 MWp installati, coprendo così il 10%dell’intero mercato internazionale del FV.

Tra i più recenti sviluppi dei sistemi autonomi si annoverano gli impianti compatti e gli apparecchi combinati, nonché i sistemi utenza a bassissimo consumo per l’illuminazione come i LED (Light Emitting Diode) che garantiscono illuminazioni migliori con richieste energetiche minime. 

La diffusione sul mercato dei sistemi autonomi non è facilmente quantificabile, tuttavia da una stima fatta 
è prevedibile una crescita media a livello internazionale del mercato dei sistemi autonomi del 10-15%.


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